Tempo fino al 31 marzo per la trasparenza dei fondi pensione: i comparti previdenziali sono chiamati a inviare agli aderenti il rendiconto di fine anno, contenente l’indicazione delle spese a loro carico.
Sono stati appena pubblicati dalla Covip gli Indicatori sintetici di costo aggregati del 2024 (Isc medi, minimi e massimi) per le tre tipologie di fondi pensione (aperti, negoziali e piani individuali pensionistici). Introdotti dalla Covip dal 2007, gli Isc consentono di esprimere in modo immediato l’incidenza percentuale dei costui sulla posizione accumulata, in ottica di facilitare i confronti.
Con questo obiettivo la Covip mette anche a disposizione le schede dei costi delle forme pensionistiche complementari e il comparatore dei costi, uno strumento interattivo che consente di confrontare l’Isc dei fondi pensione.
Il comparatore prende in considerazione diversi valori, come i periodi di partecipazione (2,5,10 e 35 anni), tenendo conto di un contributo annuo ipotetico di 2.500 euro e un rendimento annuo del 4%. È importante sottolineare inoltre Fondi aperti e Pip vantano valori Isc relativamente più elevati, causa spese a carico degli iscritti comprensive anche di costi di collocamento dei prodotti.
Calcola la Covip che, un Isc del 2% invece che dell’1%, può ridurre il capitale dopo 35 anni di partecipazione al piano pensionistico di circa il 18%:, da 100mila a 82mila euro di capitale, ad esempio.



