Giovanni Maggi, appena rieletto presidente di Assofondipensione, sollecita il governo e tutte le istituzioni a riaprire il confronto sulla previdenza complementare per ridurre il peso fiscale sui fondi pensione che investono in economia reale e avviare una campagna per rilanciare le adesioni alle forme integrative.
Maggi, visti i dati choc dell’Istat che prefigurano tra pochi anni il pericolo di un’emergenza sociale e previdenziale, insiste sulla necessità di allargare la platea di lavoratori che hanno accesso alla previdenza complementare affinché sia un’opportunità per il futuro di tutti.
Maggi auspica, dunque, ad una riapertura di un confronto tra istituzioni e fondi pensione in modo da affrontare le criticità del settore e discutere di un sistema impositivo che si mantenga agevolato ed equo, anche sull’esenzione fiscale dei rendimenti prodotti da investimenti alternativi.
Tutti i comparti d’investimento dei fondi negoziali hanno registrato in media risultati positivi nel corso del 2023 con rendimenti più elevati per le gestioni con una maggiore esposizione azionaria (10% in media) e per le linee bilanciate (6,9% in media).
Da un’analisi di valutazione dei risultati su un periodo di dieci anni, da inizio 2014 a fine 2023, si nota che da tutti i comparti azionari, e anche buona parte dei bilanciati, mostrano rendimenti più elevati rispetto al Tfr.
Il presidente di Assofondipensione ha poi evidenziato che tutti i 32 fondi pensione associati insieme costituiscono una forza tra le più importanti realtà di investimento istituzionale del paese.
Grazie al progetto economia reale, portato avanti in collaborazione con Cdp, l’Associazione ha fornito un ulteriore stimolo ai fondi soci per investire nel settore del private equity, del private debt e delle infrastrutture.




