Nonostante il difficile periodo sanitario ed economico che il nostro Paese sta attraversando, la pandemia non ha invertito il trend di crescita della previdenza integrativa.
La relazione annuale Covip infatti, ha evidenziato che a fine 2021 gli iscritti ammontavano a 8,8 milioni, il 3,9% in più rispetto al 2020.
I contributi incassati nel 2021 sono stati circa 17,6 miliardi di euro, tornando a crescere ai livelli precedenti la pandemia.
Rendimento e Tfr
Un altro dato positivo è la continua crescita dei rendimenti dei fondi pensione, superiori alla rivalutazione del Tfr. Sempre dall’analisi Covip è infatti emerso che i fondi negoziali e aperti hanno avuto in media un rendimento rispettivamente del 4,9% e del 6,4%, i pip (piani individuali pensionistici) dell’11%, mentre il Tfr si è rivalutato del 3,6%.
Analizzando un periodo più ampio, gli ultimi 10 anni, questi sono i dati riscontrati:
- rendimento fondi pensione negoziali: 4,1%
- rendimento fondi pensione aperti: 4,6%
- rendimento Pip: 5%
- rivalutazione media annua del Tfr: 1,9%
Previdenza e giovani
Dall’analisi Covip si evince che tra gli iscritti prevalgono gli uomini, il 61,8% e che il 50,3% degli aderenti ha tra i 35 e i 54 anni, mentre il 31,9% è over 55.
Questo pone ancora di più l’attenzione sulla necessità di sensibilizzare i giovani sull’importanza di avere una posizione complementare per avere un futuro più sereno, motivo per cui Covip suggerisce di riproporre il meccanismo di adesione per silenzio assenso.
Da settembre questa modalità semplificata di adesione per i neoassunti è sato attivato per i lavoratori dipendenti della Pubblica Amministrazione, che hanno l’opportunità di aderire a Fondo Perseo Sirio già al momento della firma del contratto.
L’obiettivo, come sottolinea Covip, è quello di “proseguire in un cammino di crescita, con l’obiettivo di rendere la previdenza complementare più accessibile” soprattutto per donne, giovani lavoratori e lavoratori delle aree meridionali, le categorie più fragili nelle condizioni di occupazione.
