Negli ultimi anni stanno riemergendo antichi dubbi sul fatto che l’Inps e i fondi pensione debbano essere in concorrenza tra loro. Sono quegli stessi dubbi che accesero il dibattito negli anni ’90 quando nacquero i fondi pensione di categoria a beneficio dei lavoratori italiani.

In realtà non c’è nulla di più sbagliato, perché fondi pensione complementare ed Inps devono cooperare nel modo migliore possibile proprio per garantire la stabilità del sistema.

L’importanza dei Fondi

Grazie alla nascita negli anni ‘90 dei fondi pensione complementari il rischio demografico, finanziario e politico è stato diversificato, andando a strutturare il miglior assetto possibile per il settore, così composto:

  • Un pilastro a ripartizione pubblico, sostenibile e solidale, indispensabile anche per creare meccanismi di integrazione per chi non riesce ad accumulare importi adeguati per avere una pensione dignitosa;
  • Un secondo pilastro complementare, a capitalizzazione individuale, con risorse investite nei mercati sulla base di una solida governance.

Il punto di vista di Mefop

In un articolo di Mauro Marè, presidente di Mefop, e Paolo Pellegrini, vicedirettore di Mefop, alla rivista Lavoro Welfare viene sottolineato come nessuno dei due pilastri possa vivere senza l’altro.

“Un mix di un primo pilastro a ripartizione, pubblico ed esteso, con un secondo pilastro complementare, dunque integrativo, a capitalizzazione individuale, è la soluzione ideale, con ciascun pilastro impegnato a svolgere al meglio il ruolo ad esso più congeniale.

Questo sistema misto per funzionare deve essere basato sulla cooperazione. È infatti vero che il secondo pilastro senza il primo non ha senso ma si può affermare anche il contrario. Il secondo pilastro, infatti, non è sufficiente senza la pensione di base, ma anche il primo, se non integrato in modo generalizzato, con l’adesione a un fondo pensione dalla maggior parte dei cittadini, rischia di non soddisfare le aspettative degli individui – le pensioni contributive, infatti, se non integrate con i fondi pensione saranno più basse di quelle retributive – tradendo il disegno del legislatore degli anni 90 e rischiando di comportare pressioni insostenibili sulla spesa pubblica futura.”

Chiusura estiva uffici dal 10 al 21 agosto inclusi

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