Al vaglio della maggioranza di Governo la proposta  in merito ad un nuovo provvedimento di silenzio assenso, finalizzato a trasferire anche il Trattamento di fine rapporto, meglio noto come Tfr, all’interno dei fondi pensione.

Il Governo interviene direttamente a supporto degli strumenti di risparmio volontario che assicurano, attraverso l’investimento dei contributi versati, una pensione privata complementare che integri quella pubblica obbligatoria. Rientrano tra questi strumenti i fondi chiusi di categoria, fondi aperti o Pip (Piani individuali pensionistici).

Come funziona?

Entro sei mesi dalla prima assunzione i lavoratori sono chiamati a scegliere se destinare il proprio Tfr a un fondo pensione, oppure lasciarlo in azienda.

La proposta interesserà tutti i lavoratori che hanno il Tfr in azienda: senza scelta esplicita, entro sei mesi il Tfr verrà conferito al fondo complementare di categoria.

Tfr in azienda

 

Accantonare il proprio Tfr in azienda vuol dire garantirsi una rivalutazione dell’1,5% annuo, più il 75% dell’indice dei prezzi al consumo. Il rendimento annuale è tassato al 17%, il Tfr è inoltre sottoposto, al netto della rivalutazione, a tassazione separata con aliquota calcolata sulla media delle aliquote Irpef applicate nei cinque anni prima della fine del rapporto di lavoro.

 

Tfr al fondo pensione

 

Il rendimento del Tfr affidato ad un fondo pensione dipende dalla linea di investimento scelta dall’aderente (titoli, obbligazioni, azioni) e dunque soggetta all’andamento dei mercati.

L’aderente gode di contributi deducibili fino a 5.164,57 euro l’anno, mentre i rendimenti maturati sono tassati con un’aliquota agevolata del 20% (12.5 per i titoli di Stato). La prestazione finale viene inoltre tassata con un’aliquota massima del 15%, che si riduce di 0,3 punti per ogni anno di partecipazione al fondo oltre il quindicesimo.

L’intervento della maggioranza in merito al silenzio assenso viene ritenuto necessario per favorire la diffusione del concetto di pensione “di scorta”, anche tra i più giovani, che hanno dimostrato, fin ad oggi, scarso interesse sul tema.

Chiusura estiva uffici dal 10 al 21 agosto inclusi

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