Il 2021 ha visto impennarsi l’inflazione, a causa della pandemia e della conseguente crisi economica. Tuttavia proprio “grazie” all’inflazione, da gennaio 2022 ci sarà un aumento delle pensioni dell’1,7%.

Il procedimento tramite il quale viene decisa l’eventuale rivalutazione dell’assegno previdenziale è molto semplice: a novembre il governo comunica con un decreto ministeriale la percentuale, sulla base dei calcoli sull’inflazione svolti nei primi nove mesi dell’anno. Questo dato provvisorio viene poi integrato all’inizio dell’anno successivo, con i dati completi degli ultimi tre mesi.

Questo aumento tuttavia non deve essere applicato all’importo totale, ma percentuali che variano in base all’entità della pensione.

Se fino ad ora gli assegni erano stati pesantemente decurtati a seguito degli interventi Monti-Fornero, dal 2022 si torna al meccanismo di suddivisione per fasce:

  • Fino a € 2.062 la rivalutazione dell’1,700% non subisce riduzioni;
  • Da € 2.062 a € 2.577 il rialzo si applica al 90% dell’1,7%, cioè dell’1,530%;
  • La parte eccedente i € 2.577 viene invece rivalutata del 75% dell’1,7%, quindi dell’1,275%.

Chiusura estiva uffici dal 10 al 21 agosto inclusi

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