Relazione Gestione finanziaria giugno 2021

21 luglio 2021
relazione gestione covid19

Continua la fase favorevole agli asset di rischio, costruita su un solido scenario di ripresa macroeconomica a trazione statunitense.

La parola più gettonata delle ultime settimane è “effetti transitori”. Nonostante gli ultimi dati sull’inflazione dei prezzi al consumo abbiano registrato una crescita del 5% su base annua, la reazione dei mercati, soprattutto nella componente obbligazionaria, è stata sorprendentemente composta. Questo denota una certa fiducia per messaggi delle banche centrali. Nel corso dei prossimi mesi, gli effetti legati alla riapertura dell’economia e al recupero di capacità produttiva dovrebbero infatti permettere un progressivo riassorbimento dell’inflazione.

Un esempio di effetto transitorio è la fortissima crescita dei prezzi delle macchine usate, con un 30% in più rispetto ai livelli pre-pandemia a causa della scarsa disponibilità di auto e, addirittura, del 60% sulle auto a noleggio, aumento dovuto alla dismissione delle flotte durante la scorsa primavera. Ciò che resta da capire è dove l’inflazione si assesterà una volta svanito l’impatto transitorio sui prezzi. Il mercato si aspetta un punto di arrivo in area 2/2,5%, un livello del tutto accettabile dopo anni di inflazione costantemente sotto l’obiettivo delle Banche Centrali.

Le banche centrali continuano a ribadire l’importanza della ripresa del mercato del lavoro. Le azioni dei governi mirano alla creazione di buoni posti di lavoro. L’inflazione salariale è senza dubbio benvenuta, salvo essere tradizionalmente la variabile che può far sfuggire di mano le aspettative inflazionistiche di lungo periodo.

Sul fronte della politica fiscale, in maniera quasi omogenea nel mondo occidentale, le ultime settimane vedono avanzare la probabilità di un pacchetto di spese per infrastrutture di dimensioni importanti.

L’appuntamento chiave per definire la strategia di uscita della Fed dal quantitative easing da 120 miliardi mensili sembra essere a fine agosto a Jackson Hole, dove l’inizio del tapering (ritorno ad una condizione di normalità monetaria dopo un periodo di sostegno da parte di una Banca Centrale all'economia) nel gennaio 2022 verrà discusso e probabilmente annunciato.

In Europa, la BCE completerà a settembre la revisione degli obiettivi di politica monetaria. In questo contesto, è ipotizzabile una rimodulazione del ritmo di acquisti nel PEEP (pandemic emergency purchase programme) che vedrà un rallentamento per circa 10/15 miliardi rispetto agli 80 attuali. Si tratta di un dato molto importante, soprattutto per il nostro BTP, poiché da inizio pandemia la BCE è stata di gran lunga l’attore più importante sul mercato.

Sul fronte azionario, il consolidamento dei rendimenti obbligazionari aiuta la ripresa, in generale, stiamo entrando in una fase del ciclo economico nella quale comparti che hanno tratto maggiore beneficio nel corso della prima fase di ripresa passano il testimone a comparti più difensivi.

Dal punto di vista geografico, il differenziale di ciclo economico per la seconda parte dell’anno e il 2022 dovrebbe favorire leggermente l’Europa rispetto agli Stati Uniti.

Il periodo tra gennaio e marzo 2021 ha visto utili realizzati dalle imprese e previsioni future molto positive, con una crescita rispetto al primo trimestre del 2020 di oltre il 45% dell’indice Standard & Poor 500. Tuttavia, la reazione degli investitori è stata spesso quella di vendere con un dato superiore alle attese. Si tratta un’indicazione di come la crescita futura degli utili sia già incorporata nei prezzi. Questa fase di mercato è caratterizzata da un lento movimento al rialzo e da correzioni al ribasso poco profonde.

Gli investitori sono consapevoli dei rischi da fronteggiare nella seconda parte dell’anno ma al momento preferiscono restare allineati alla visione ottimistica delle banche centrali.

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