Previdenza: come aiutare i millennials?

17 dicembre 2020
previdenza millennials

I millennials sono tra le categorie che maggiormente soffriranno il rischio pensionistico. Per quale motivo? E quali sono gli aiuti che si possono dare loro sia come genitori sia a livello di evoluzioni normative?

La situazione dei millennials

I millennials risultano essere i più esposti al rischio pensionistico a causa di due fattori principali.

Il primo è sicuramente il ritardato ingresso nel mondo del lavoro. Uno studio svolto dall’Università Bicocca di Milano dimostra come, mentre nel 1950 il 90% dei ragazzi e delle ragazze trovava il primo impiego entro i 22 anni, oggi l’età media si è alzata a 32 anni. Questo ovviamente comporta un ritardo nel guadagno e di conseguenza nell’accantonamento della pensione.

Il secondo fattore è il profondo cambiamento della situazione lavorativa attuale rispetto a quella degli anni ’50. Oggi le carriere sono molto più discontinue e con retribuzioni più basse, cose che inevitabilmente incidono sull’aspetto pensionistico.

Le possibilità per i genitori

Tutti i genitori possono decidere di investire nel futuro dei propri figli aprendo loro una posizione contributiva nel proprio fondo, in quanto familiari a carico. Oltre a preparare una solida base contributiva per i propri figli, i genitori potranno nel frattempo godere della deducibilità fiscale dei contributi versati per loro entro il plafond annuo di € 5.164,57.

Il giovane, in questo modo, inizierà ad accumulare una propria rendita pensionistica, usufruendo di ulteriori benefici, come l’anzianità di iscrizione. Quest’ultima sarà utile per accedere alle anticipazioni ad esempio nel momento dell’acquisto della prima casa, ma anche per usufruire di una tassazione ridotta al momento della percezione della prestazione previdenziale integrativa. L’aliquota del 15% infatti, dopo il quindicesimo anno di appartenenza al fondo, si riduce dello 0,30% per ogni anno ulteriore, fino ad un minimo del 9%.

I possibili interventi normativi

A livello normativo, ci sono alcuni miglioramenti possibili da attuare in un futuro, si spera, prossimo.

Primi fra tutti la previsione di una soglia minima delle pensioni pubbliche e di un meccanismo di copertura dei buchi contributivi dovuti proprio all’instabilità delle carriere e ai lavori discontinui.

Altro possibile intervento è quello di azzerare l’onere fiscale per l’investimento di risorse in fondi pensionistici complementari per i giovani fino ai 35 anni, con ampliamento del plafond di deducibilità dei contributi versati dall’iscritto a favore dei familiari fiscalmente a carico.

Infine, ci sono i suggerimenti contenuti nel report realizzato da Fondo PerseoSirio e The European House Ambrosetti:

  • La possibilità di rimodulare i plafond di deducibilità con l’obiettivo di accrescerne la flessibilità attraverso la previsione di un plafond ad hoc per i figli fiscalmente a carico e i lavoratori con disabilità;
  • La previsione della possibilità di consentire il trasferimento ai propri figli della posizione maturata dal titolare al proprio pensionamento, in luogo della riscossione della prestazione.