Meno adesioni ma rendimenti in crescita. La pandemia non ferma i Fondi Pensione

Data notizia 01 giugno 2021
Meno adesioni

Non si può certo dire che i Fondi Pensione non siano stati toccati dalla pandemia, ma sicuramente rientrano in quel settore che non ha subito un forte arresto. A dimostrarlo i dati analizzati dalla Covip, che, nonostante un calo nelle adesioni, mettono in luce un continuo aumento dei rendimenti.

La crescita degli ultimi 12 mesi risulta minore rispetto al periodo antecedente al Covid-19, tuttavia il trend positivo non può essere sottovalutato.

I fondi pensione negoziali, come Perseo Sirio, sono cresciuti del 3,2% salendo a 3,261 milioni di aderenti. I fondi aperti sono aumenti del 4,9% arrivando a 1,628 milioni di iscritti. Infine, i Pip delle compagnie assicurative, in aumento del 2,6% ma con il maggior numero di aderenti: 3,508 milioni.

Dal punto di vista dei rendimenti, al netto dei costi di gestione e della fiscalità, i fondi negoziali sono aumentati del 3,1%, quelli aperti del 2,9% mentre i Pip sono scesi dello 0,2%.

Perseo Sirio, in netta controtendenza per quanto riguarda gli iscritti, nel 2020 ha registrato 13,993 in più rispetto all’anno precedente, sul versante dei rendimenti ha ottenuto un + 1,65% nel Comparto Garantito e un + 2,67 nel Comparto Bilanciato.

Le risorse destinate alle prestazioni

A fine dicembre 2020 le risorse destinate alle prestazioni previdenziali erano pari a 196 miliardi, in crescita di 11 miliardi rispetto all’anno precedente.

Nonostante il calo del secondo trimestre quindi, causato dal periodo più fortemente colpito dalla pandemia, nel totale i contributi non hanno subìto un andamento negativo. Covip comunica infatti che “la differenza tra il flusso complessivo incassato nel 2020 e quello del 2019 è positiva per circa 350 milioni di euro a livello di sistema: nelle diverse tipologie di forma pensionistica è positiva sia per i fondi negoziali e per i fondi aperti sia, seppure in misura marginale, per i Pip”.

Un dato di fondamentale importanza è l’aumento dal 16,4% al 17,6% della quota degli under 35 anni che hanno aderito ad un fondo di previdenza. Di questi, il 2,2%, pari a 184.000 iscritti, ha meno di 19 anni ed è quindi stato iscritto come fiscalmente a carico di un familiare.

Un dato che apre le porte alla speranza di un futuro più sereno per i più giovani, che avranno maggiormente bisogno di costruirsi una pensione complementare.