Pace contributiva. Arriva la copertura dei periodi senza contribuzione

07 aprile 2020
Pace contributiva

Nel corso del periodo associativo di un individuo al Fondo, possono verificarsi momenti più o meno lunghi scoperti dalla contribuzione obbligatoria.

Questo può verificarsi ad esempio a causa della perdita di lavoro o di interruzione di un contratto lavorativo per svariate motivazioni. La “pace contributiva” è stata introdotta proprio per questo.

Nel corso del periodo associativo di un individuo al Fondo, possono verificarsi momenti più o meno lunghi scoperti dalla contribuzione obbligatoria.
Questo può verificarsi ad esempio a causa della perdita di lavoro o di interruzione di un contratto lavorativo per svariate motivazioni. La “pace contributiva” è stata introdotta proprio per questo.

Pace contributiva: cos’è

Con “pace contributiva” si intende il nuovo tipo di riscatto per i periodi scoperti da contribuzione obbligatoria, introdotta dal decretone di riforma del welfare, dal 2019 al 2021.

Grazie a questa riforma si ha la possibilità di aumentare la propria anzianità contributiva grazie all’acquisizione di contributi del tutto equiparati a quelli di lavoro.

Il riscatto potrà essere richiesto purché il periodo in questione si collochi tra il primo contributo versato e l’anno dell’ultimo contributo accreditato.

I requisiti per chiedere il riscatto

Per poter richiedere il riscatto della pace contributiva, il lavoratore deve rispettare tutti i seguenti requisiti:
-    Essere assicurato al fondo dei lavoratori dipendenti o alle altre gestioni INPS, inclusi gestione separata per amministratori, co.co.co. e lavoratori autonomi non iscritti ad albo;
-    Avere iniziato la contribuzione dopo il 1995;
-    Non avere prima del 1996 nessun contributo da lavoro o figurativo, né essere già titolare di un trattamento pensionistico diretto.
Il periodo massimo di pace contributiva che può essere richiesto è di una durata di 5 anni totali, anche non consecutivi.

I costi del riscatto


La pace contributiva può essere richiesta sia dal diretto interessato, sia dai relativi parenti, superstiti e affini, fino al 2° grado di parentela.
Il costo sarà determinato a percentuale, in base alla retribuzione imponibile degli ultimi 12 mesi precedenti la domanda, applicando l’aliquota vigente.

La spesa potrà essere saldata in unica soluzione o rateizzata fino ad un massimo di 120 mesi con un importo di almeno €30,00 per ciascuna rata.

Il costo può essere detratto dalla propria imposta lorda del 50% dell’onere versato, divisa in 5 quote annue di uguali importi.