Effetto pandemia: pensioni integrative sempre più necessarie

Data notizia 03 maggio 2021
Effetto pandemia

Gli effetti economici della pandemia da Covid-19 si sono inevitabilmente riversati anche sulle pensioni, evidenziando in particolare la necessità di sottoscrivere un fondo pensione integrativo a supporto della previdenza obbligatoria.

Già dalle riforme degli anni Novanta era stata individuata questa direzione, sostenuta poi dalle raccomandazioni del Consiglio d’Europa ai Paesi per poter accedere alle risorse del Next Generation Eu, fino ad arrivare alla recente riforma sull’adesione tramite silenzio assenso per i nuovi assunti.

Una campagna informativa istituzionale di massa, in questo senso, potrebbe essere decisiva per far capire ai cittadini l’importanza e la convenienza di aderire ad un fondo pensione complementare, che in periodi di crisi come quella sanitaria che stiamo vivendo, garantiscono una maggiore serenità ed un futuro più stabile.

Per cercare di ampliare la platea delle pensioni complementari, oltre allo studio di modalità di adesione di silenzio assenso non solo per i nuovi assunti, sono allo studio altre soluzioni. Tra queste l’opportunità di introdurre una pensione contributiva di garanzia per i giovani, con lo scopo di attenuare il rischio previdenziale per le nuove generazioni.  A questo si aggiunge anche il meccanismo di adesione contrattuale, come, tra gli altri nel settore edile e in quello della polizia locale, che consiste nell’adesione al Fondo pensione di riferimento con il solo contributo datoriale, per poter poi volontariamente integrare la propria posizione con un contributo personale e il TFR.

Infine, come ulteriore forma di beneficio di adesione ad un fondo complementare, si discute della possibilità di una maggiorazione del livello di deducibilità dei versamenti operati a beneficio dei familiari a carico, estendendolo anche a quelli versati dai nonni per i nipoti.