Draghi e la manovra per cambiare il futuro pensionistico in Italia

Data notizia 14 dicembre 2021
Draghi e la manovra

I giovani, le donne, i lavori pesanti. Sono sempre questi i temi all’ordine del giorno quando si parla di modificare il futuro pensionistico del nostro Paese.

Anche se ancora non c’è nulla di certo né di eclatante, sembra che qualche passo avanti lo si stia facendo.

Durante l’ultimo incontro tra il Governo e i sindacati a Palazzo Chigi infatti, Mario Draghi ha dichiarato il proprio impegno politico a modificare l’attuale sistema previdenziale.

Gli argomenti in questione sono, appunto, la cosiddetta “flessibilità in uscita” per permettere ai giovani di andare in pensione prima e la differenziazione dei criteri per la pensione per i “lavori gravosi” e per le donne.

Alla base di tutte le discussioni è il tema della destinazione degli 8 miliardi di bonus fiscale. Cgil, Cisl e Uil chiedono infatti di destinare questi fondi all’aumento delle buste paga e delle 14esime dei pensionati, mentre il Governo rimette la questione al Parlamento.

Nonostante sia chiaramente emerso che non ci sono margini di risorse per modifiche strutturali quest’anno – come ammesso dal ministro Daniele Franco – si è deciso di avviare un confronto con il Ministero del Lavoro per modificare le norme attualmente previste.

Al timore di Cgil, Cisl e Uil riguardante il possibile stop delle trattative causato dall’elezione del presidente della Repubblica e un possibile cambio di Governo, Mario Draghi ha risposto assicurando il massimo impegno nel portare avanti in prima persona questo impegno.

Un cammino ancora tutto da percorrere e di cui non si conoscono risultati, ma che sembra abbia almeno intrapreso la giusta strada.