L’impatto della crisi sanitaria da Covid-19 sul sistema economico e finanziario

03 giugno 2020
impatto economico emergenza sanitaria

Sono passati 5 mesi da quando la Commissione Sanitaria Municipale di Wuhan (Cina) denunciava per la prima volta all’Organizzazione Mondiale della Sanità la presenza nella sua provincia un numero rilevante di casi di polmonite di origine ignota. Da allora il mondo è stato travolto da una delle più gravi crisi sanitarie dal 1900 ad oggi, con quasi 6 milioni di persone colpite, delle quali oltre 367 mila con esito letale (dati OMS al 31 maggio 2020).

Una crisi sanitaria che ha indotto molti paesi al mondo ad assumere scelte estreme (chiusura protratta delle imprese, confinamento in casa dei cittadini e limitazione nelle relazioni interpersonali) che hanno causato inevitabili e serie ripercussioni sia sul tessuto sociale che su quello economico-finanziario, in particolare nel nostro Paese, il primo ad applicare, nella Fase 1 avviata dal Governo,  il “lockdown” a livello nazionale per il contenimento del rischio attraverso l’allontanamento sociale.

I dati diffusi sugli andamenti finanziari del primo trimestre 2020 confermano sensibili flessioni dei PIL nell’intera Unione Europea, mai registrate dal dopoguerra e superiori alle attese stesse formulate dall’UEM (Unione Economica e Monetaria).
In Italia la previsione per il 2020 è di un calo del PIL dell’8,5%.

Le attuali previsioni collocano il punto più elevato della crisi economica post COVID-19 nel secondo trimestre 2020, proiezione che, se verificata, potrebbe far ben sperare in una graduale ripresa già a partire dalla seconda metà dell’anno. Ciononostante, per le imprese le aspettative nel 2021 sugli utili restano ancora negative.

Le ingenti misure messe in campo dalle Istituzioni governative europee e nazionali, hanno certamente contribuito ad un positivo effetto sui mercati, attraverso:

  • un rialzo generalizzato degli indici azionari, che ha più che compensato l’effetto negativo prodotto dalla crisi sugli utili,
  • un positivo effetto sul corporate delle imprese (debito emesso dalle Imprese o dalle Banche), che ne ha alleviato la rischiosità,
  • un’azione di contenimento sugli Spread (il differenziale tra BTP/Bund).

Oltre all’incertezza data dall’evolversi della crisi sanitaria e dagli sviluppi sull’economia reale, pesano sulla situazione anche i rapporti tesi tra USA e Cina - anche in prospettiva delle elezioni presidenziali americane di novembre - e la posizione dell’Europa rispetto alla soluzione della crisi, con risposte politiche deboli e contrastanti, nonostante il “bazooka” di cui si è dotata la BCE che, se non accompagnato da  politiche fiscali comunitarie significative e tempestive, rischia di non produrre a regime, gli effetti strutturali sperati.

La fase 2 (convivenza con il virus) avviata dal Governo a partire dal 4 maggio ha il compito, di riportare il Paese in una situazione di pseudo-normalità, in particolare il suo tessuto economico gravemente compromesso dal lockdown.

Con il riavvio della produzione e la riapertura generalizzata delle imprese, il mercato delle materie prime sta infatti lentamente tornando alle quotazioni ante crisi.

In generale, a tre settimane dall’avvio della seconda fase, si registra una sostanziale positiva performance dei mercati azionari, sia a livello mondiale - con il +3,41% dell’indice MSCI AC World (Indice azionario internazionale che segue i titoli azionari di 23 Paesi sviluppati e 26 Paesi emergenti, sia a livello europeo) - sia a livello europeo - con un +5,24% dell’indice Eurostoxx5 (Indice azionario europeo che segue 50 grandi società europee per capitalizzazione)

Per quanto riguarda il mercato dei titoli governativi (i titoli di Stato emessi e garantiti dai Governi), da segnalare il cambio di passo della Germania che, nel corso dell’ultimo vertice franco-tedesco, si è espressa a favore dell’operazione Recovery Fund, di raccolta fondi sui mercati internazionali attraverso l’emissione di titoli da parte dell’Unione – per un ammontare di 500 mld di euro - da ripartire tra i Paesi membri in base alle reali necessità post crisi sanitaria, piuttosto che in base all’ordinario criterio rappresentato dalla % di contribuzione all’UE dei Paesi membri.

Un segnale positivo per le economie degli Stati e un segnale importante per l’Europa in cui, finalmente, la solidarietà tra gli Stati potrebbe rivestire un importante ruolo per suggellarne la definitiva Unione. Ora, si resta in attesa che ai proclami seguano le decisioni.

Da segnalare che la sola anticipazione dell’operazione ha portato beneficio al mercato dei titoli governativi area euro determinando, per l’Italia, un abbassamento del differenziale BTP/Bund a 210 punti base (in inglese basis point equivale allo 0,01% di un tasso di interesse), con un rendimento sui titoli di stato sceso dall’1,85% all’1,60%.

Importante per il nostro Paese anche il collocamento, per la prima volta, del “BTP Italia” che ha riscosso gradimento tra gli investitori con una raccolta di 22,3 mld.

Per restare sul piano dei titoli governativi, da segnalare alcune decisioni europee che ne stanno influenzando positivamente l’andamento. Per quanto riguarda in particolare l’operazione di Quantitative easing (QE) messa in campo oramai da tempo dalla Banca Centrale Europea (BCE), è stato confermato l’incremento di 120 mld di euro e la sospensione dei limiti all’acquisto dei titoli di Stato dei Paesi dell’Unione - fissata in 750 mld di euro - a seguito dell’avvio del programma PEPP (Pandemic Emergency Purchase Programme — il programma di acquisto titoli per far fronte all’emergenza pandemia.).

Quantitative easing

Operazione non convenzionale alla quale la Banca centrale può ricorrere per proporre alle banche dei Paesi membri dell’Unione di ricomprarsi titoli di Stato - a condizioni vantaggiose - per favorire il raggiungimento di diversi obiettivi:

  • il collocamento dei titoli di Stato ad un tasso di rendimento calmierato,
  • l’immissione di liquidità nel sistema economico dei Paesi,
  • favorire l’accesso al credito, a tassi contenuti, da parte di imprese e privati,
  • favorire una moderata positiva inflazione della moneta, scongiurando effetti deflattivi.

IL FONDO PERSEO SIRIO - GLI SCENARI NELLA SETTIMANA 18-22 MAGGIO

A fronte del quadro generale, queste sono brevemente le principali informazioni sui fatti che hanno caratterizzato questa settimana finanziaria nei due comparti di investimento.

IL COMPARTO GARANTITO

Nel corso della settimana che va dal 18 al 24 maggio si registra l’utilizzo della liquidità in eccesso nel comparto attraverso l’acquisto di titoli zero coupon a varie scadenze.

Questa scelta è stata assunta nella prospettiva di ottimizzare l’allocazione in attesa del momento in cui il mercato azionario sarà in grado di esprimere chiari segnali. Al momento l’allocazione nell’azionario continua ad essere sottopesata rispetto al benchmark.

Questa la composizione del patrimonio del comparto alla data del 22 maggio:

Garantito

Asset

Importo

% Portafoglio

Monetario

                  2.177.427,00

1,32%

1,32%

Obbl Corporate

                39.448.790,00

23,87%

96,02%

Obbl.Governative

              119.236.032,00

72,15%

Etf Azionari

                  4.405.154,00

2,67%

2,67%

Totali*

              165.267.405,00

100,00%

100,00%

 

*le percentuali nella fotografia settimanale non tengono conto delle operazioni in sospeso

 Il Benchmark del Comparto è composto dai seguenti indici:
 

Indice BENCHMARK

Peso

JP MORGAN ITALY 1-5 ANNI

40%

JP MORGAN ITALY 1-3 ANNI

15%

JP MORGAN EGBI INVESTMENT GRADE 1-5 ANNI

10%

BoFA MERRYL LYNCH 1-5 EURO CORPORATE INDEX

30%

MSCI WORLD TOTAL RETURN NET DIVIDEND

5%

 

IL COMPARTO BILANCIATO

Nel corso della settimana che va dal 18 al 24 maggio si registrano acquisti su azionario area euro, che risulta essere la più depressa, nonostante i rialzi di aprile.

Per il resto il portafoglio è rimasto sostanzialmente invariato rispetto alle scorse settimane e la sua composizione, alla data del 22 maggio, risulta essere la seguente:

Bilanciato

Asset

Importo

% Portafoglio

Monetario

                5.593.280,00

25,0%

25,0%

Obbl. Gov. EUR all mats

                3.543.680,00

15,8%

35,7%

Obbl. Gov.  Inflation Linked all mats

                  344.960,00

1,5%

Obbl. Gov. World all mats (euro hdg)

                2.844.800,00

12,7%

Obbl. Gov. Emergenti Global I.G. (euro hdg)

                1.254.400,00

5,6%

Obbl. Corp. Euro all mats

                2.331.840,00

10,4%

16,3%

Obbl. Corp. USD all mats (euro hdg)

                1.086.400,00

4,9%

Obbl. Corp. Glob. HY BB-B all mats (euro hdg)

                  239.680,00

1,1%

Az. Europa

                1.413.440,00

6,3%

23,0%

Az. World Extra Europa

                1.599.360,00

7,1%

Az. Emergenti

                2.148.160,00

9,6%

Totale*

              22.400.000,00

100,0%

100,0%

 
*le percentuali nella fotografia settimanale non tengono conto delle operazioni in pending

La gestione finanziaria del comparto ha preso il via il 7 febbraio 2019 e ha le seguenti caratteristiche:

STILE DI GESTIONE:  Total return
OBIETTIVO RENDIMENTO:  Eurostat Eurozone HICP ex Tobacco Unrevised Series     NSA (CPTFEMU Index) maggiorato su base annua di 150 punti base; cioè inflazione Europa + 1,5%
VOLATILITA’: entro l’8% su base annua corrispondente a un VAR95% 1 mese pari al 4%ca;
ASSET ALLOCATION: 70% obbligazioni (45% governativi e 25% corporate) con rating on inferiore a BBB e 30% azioni (min. 10% e max 40%);
ORIZZONTE TEMPORALE: 10 – 15 anni