L’andamento dei fondi pensione nel 2021

Data notizia 12 gennaio 2022

Dalla relazione di settembre 2021 della Covip, Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione, è emerso che gli iscritti a forme pensionistiche complementari sono pari a 9,571 milioni, con un aumento del 2,5% rispetto alla fine dell’anno precedente.

Quest’anno di crisi sanitaria e finanziaria infatti, come nel 2020, ha fatto emergere ancora di più l’importanza di una forma pensionistica complementare, in grado di sostenerci anche nei periodi più imprevedibili e complicati delle nostre vite.

Tuttavia, anche nel 2021, sono state evidenti alcune differenze ormai storiche nel nostro Paese:

  • un gender gap tra uomini e donne in quanto a numeri di iscritti;
  • una limitata partecipazione dei giovani alle pensioni complementari;
  • un divario territoriale tra nord e sud;
  • un ancora troppo ridotto numero di adesioni tra il pubblico impiego.

I problemi sono ancora molti e radicati, ma per ovviare ad alcuni di questi, qualcosa si sta muovendo. È questo il caso ad esempio della nuova modalità di adesione per i neoassunti della PA al Fondo Perseo Sirio, introdotta proprio verso la fine dell’anno. Una modalità definita semi-automatica, che offre al lavoratore l’opportunità di aderire al proprio fondo di categoria, così da accantonare una somma considerevole di denaro da aggiungere alla propria pensione, ricevendo anche il contributo dell’1% da parte del datore di lavoro.

Nel 2021 i rendimenti delle varie forme pensionistiche complementari sono stati in media positivi. Al netto dei costi di gestione e della fiscalità, i rendimenti si sono attestati al 3,1% e al 4,1% rispettivamente per fondi negoziali e aperti, e al 7,3% per i pip, particolarmente favoriti dall’andamento dei mercati finanziari.

Analizzando i dati su un più ampio periodo, dal 2011 a fine settembre 2021, il rendimento medio annuo è stato del 3,7% per i fondi negoziali, del 3,8% per i fondi aperti, del 3,8% per i pip di ramo III e del 2,3% per il ramo I.

Infine, la rivalutazione del Tfr è risultata pari all’1,9% annuo.

Tante cose ancora da sistemare sul versante delle pensioni complementari, ma senza dubbio un buon investimento per il proprio futuro.